Integrazioni tra luoghi diversi

bj2Ho creato da poco il sito La casa di Baba Jaga con Donatella Mondino che è coautore.

Ho anche costruito la pagina Facebook La casa di Baba Jaga; ho dedicato all’operazione tempo, cura, passione ben shakerati con una certa dose di errori telematici; me la cavo nel costruire Oggetti di questo tipo ma, da autodidatta, fatiiiiiiico un sacco (come mi capita anche con la news letter) e faccio pasticci ogni dove. Comunque, più o meno, Blog e pagina Facebook funzionano.

Questa mattina sono tornata al mio blog primigenio e mi sono resa conto che qui, in queste pagine, in questo luogo non avevo scritto proprio nulla su tutto questo gran movimento, su questa effervescenza, questo progetto a due a cui tengo/teniamo moltissimo.

Per cui mi sono detta, integra, Macagno, integra.

Di cosa stiamo parlando

di un incontro, un processo, un progetto, di una serie di seminari…Il primo il 2, 3, 4, 5 luglio prossimi

Donatella ed io ci siamo ri-trovate su una soglia  che ha una guardiana, Baba Jaga. Una soglia che ha a che vedere con il mistero, con il femminile, le sue qualità, i suoi compiti.

NON sto scrivendo che è di appannaggio delle donne. Sto dicendo che ha a che vedere con qualità del femminile che tutti gli esseri umani hanno in sé come dotazione e crescita…

Come tutte le soglie è sottile sottile, sì guardate, sentite, basta un passo per attraversarla, forse non occorre nemmeno…è proprio lì nello spazio tra la mano e il colore, la spinta a muoversi e il gesto, il bisogno e la risposta, il dentro e il fuori, il sopra e il sotto, il mondo della veglia e quello del sogno, il mondo del visibile a quello dell’invisibile, quello dei vivi e quello dei morti, quello del sacro e quello dell’umano…

torii

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Ma come tutte le soglie è difficile anche solo da scorgere, non parliamo poi di attraversarla, tanto meno saper andare avanti e indietro a piacimento. A volte, anche se conosciamo la Parola di ingresso, non la utilizziamo per troppo tempo e la soglia si inselvatichisce, ci mette alla prova…

Attraversare è incontrare la propria creatività e la capacità di accettare e produrre trasformazioni e cambiamenti.

Abbiamo pensato  di farci accompagnare dalla Baba della Fiaba,   nell’immaginare un percorso da proporre a chi volesse compierlo con noi. Si tratta di tre seminari.

Il primo è La casa di Baba Jaga, che dà anche il titolo al percorso, ne riporto qui la locandina.

La casa di Baba Yaga è sfuggente, misteriosa, inquietante e illuminante. Immersa nella natura e lontana dalla dimensione civilizzata, in lei si può trovare l’accesso ai saperi che nutrono la creatività femminile: saper seminare e coltivare; saper nutrire e raccogliere; saper distinguere, saper valorizzare e custodire; saper collegare e connettere intrecciando, tessendo, cucendo…
La Casa di Baba Yaga è un workshop che segue le tracce di una fiaba tradizionale russa, “Vassilissa la Bella”, per consentire ai partecipanti di esplorare le radici dell’aspetto femminile della creatività. Attraverso le tecniche dell’arte terapia, lavorando da soli e in gruppo, i partecipanti daranno forma a oggetti, immagini, racconti e installazioni in cui riconoscere, esplorare e trasformare la propria relazione con il mondo della creatività femminile.
Ce ne sono poi altri due collegati perchè  accedere non è sufficiente: è necessario saper ritrovare quel luogo dentro di sé, nella propria pelle, saper difendere tanto il luogo quanto la pelle e questo avviene in Foche e Sirene, che potrebbe essere in autunno.

E, quando siamo più capaci di andare e tornare quel luogo diventa sacro, Giardino Segreto e Hortus Conclusus nel il seminario primaverile…
Ogni seminario è in se stesso concluso e percorribile, un’esperienza a se stante; i tre insieme sono parte di un trittico…

Ma tutto questo cosa ha a che vedere con tutti gli altri miei post?

Costeggia e arricchisce la pratica di un atteggiamento di riverenza e quiete , che sostiene e accarezza il delicato crescere di semi che mi aiutano ad essere più viva e vera, meno sola quando lo sono perchè più vicina a me stessa, alla realtà del quotidiano come ai miei sogni, più consapevole che i sogni sognati da sveglia le prime volte, quand’ero piccina  tra donne anziane e chiocciare di galline sono lo scheletro di un’anima  che sempre si rinnova e trova nutrimento dentro uno spazio creativo.

Cecilia

 

 

Informazioni su ceciliamacagno

Art therapist, artist,
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