cos’è, per me, l’arteterapia

L’ arteterapia   si fonda sulla relazione tra il processo di crescita e il processo creativo: la relazione tra terapeuta e paziente si configura come campo estetico e  prevede la creazione di oggetti artistici che prendono vita nell’area terza del campo. Questo consente l’interazione di diversi livelli di esperienza: il corpo con le percezioni, le emozioni, le memorie implicite è presente a pari merito con il mentale. La creazione dell’oggetto artistico fluisce dall’espressione, all’azione creativa, alla comunicazione; dall’assenza di forma alla presenza di una forma nuova che è portatrice del già conosciuto e di ciò che ancora non lo è, ma è già presente per nuovi collegamenti. Questa modalità favorisce la dimensione del  fare anima, del pensare con anzichè del parlare su , come pure la creazione di uno spazio creativo e riflessivo. L’utilizzo del materiale artistico e la creazione di oggetti consente però di abitare anche livelli non simbolici, dominati dalla necessità della concretezza: saranni allora gesti, ritmi e la dimensione più prettamente sensoriale a veicolare un nutrimento adeguato, preparando il terreno per la simbolizzazione là dove sia possibile ed offrendo in caso contrario la possibilità di arricchirsi e potersi riconoscere capaci di dare vita a qualcosa di bello e buono. Ciò che l’arte terapeuta come artista mette a disposizione sono le sue capacità di apprezzamento estetico della persona che ha davanti, della relazione e dell’oggetto che verrà creato, come pure la capacità di saper veicolare e facilitare l’espressione/trasformazione di ciò che ha apprezzato esteticamente attraverso materiali e un linguaggio appropriati; e/o di lasciarsi nuovamente raggiungere durante il processo dall’impatto estetico del materiale che un paziente spontaneamente sceglie e di come viene utilizzato e che lo informerà rispetto a caratteristiche specifiche e molto sottili dell’estetica primaria che in quella scelta si rende conoscibile. L’oggetto creato sarà poi osservato, interrogato dal punto di vista estetico e diventerà luogo di riflessione, associazioni, possibilità di nuove esplorazioni e trasformazioni. Il campo estetico anima l’inanimato e permette anche a ciò che è indicibile, impensabile di prendere vita. Ciò detto, non mi sarebbe stato possibile pensare tutto questo fuori dal modello che mi ha concesso di farne esperienza sia in formazione che nella professione: quello dell’arte terapia ad orientamento psicodinamico di Art Therapy Italiana.

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