Luoghi dove incontrare animali

Vi ho mostrato luoghi particolari dove incontrare animali, balene e volpi per la precisione.

Le balene sono imponenza, lentezza e forza. Si inabissano e riemergono. Nel vederle mi prende la meraviglia, l’emozione dell’inaspettato, ed insieme la certezza di averle già incontrate, di aver sempre saputo che erano là.  Se sono vicina, eccitazione e reverenza, rispetto e timore fanno da sfondo emotivo. Se sono a distanza, mi riempie una curiosità infantile appagata da una epifania. In ogni caso divento balena.

Introducono una dimensione oceanica e fluttuante, l’immersione in un grembo acquatico connotato da qualità affettive che possono risultare molto diverse tra loro.  Nella  forma più confortante  penso al calore dell’abbraccio. Non un abbraccio erotico, piuttosto un cullare ed essere cullati: una risposta al bisogno di rifugiarsi, per il tempo necessario a rigenerarsi, in un calore tranquillo che non chiede nulla. Una piscina termale da cui possiamo uscire con scioltezza, quando avvertiamo che è buono e giusto farlo. Se il bisogno non è una sosta, ma una sospensione dall’esistenza la balena può diventare quella di Jona. Ci sono ritiri che hanno una funzione simile. L’anima si nasconde all’interno e può essere ridepositata nel mondo come dopo una rinascita. Certo, se qualcosa non funziona, se la patologia è grave, il grembo da salvezza diviene prigione e morte.
C’è annullamento ma ci possono essere tempesta e odio, perseguitare ed essere perseguitati.

La balena Melvilliana tiene prigionieri in una ossessione mortale: un danno, una ferita recenti, vengono calamitati da  un danno antico.
“venne allora che il corpo straziato e l’anima ferita sanguinarono l’uno nell’altra” (Melville, Moby Dick or The Whale)
La trasformazione  per riparare il futuro non può compiersi, angoscia e pensieri ossessivi  azzerano lo spazio necessario per simbolizzare.
“Achab e l’angoscia giacquero coricati insieme nella stessa branda” (Melville, Moby Dick or The Whale).
Un risentimento pieno di odio tinge le giornate, sostituisce la vita.

Credo di avere incontrato la balena in diversi modi nella stanza dell’arte terapia: racconti, disegni, sogni, sculture, ma molto anche come  come dimensione. Ismaele, Achab e Moby Dick emergono dall’inconscio come mare, fluttuano, raccontano. Revérie che quando si affacciano sullo sfondo della mente mi segnalano che sta accadendo qualcosa che ha a che fare con il mondo perinatale o con una difficoltà di separazione, di elaborare il lutto, con confini rigidamente mantenuti per non dissolversi o confini troppo labili che con-fondono.

Delle volpi racconto un altro giorno. Vi saluto con un video:“Una tazza di mare in tempesta”. Purtroppo non rende giustizia allo spettacolo di Roberto Abbiati  che riesce ad essere insieme teatro, installazione, mostre di piccole opere d’arte, movimento, ma c’è poco altro in rete. Affascinante e da godere  Un tentativo di balena , il piccolo Adelphi di Matteo Codignola che di Abbiati e della sua piece racconta

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